Lettera Aperta al Ministro Sangiuliano

Pregiatissimo Ministro
Dott. Gennaro Sangiuliano
Ministero della Cultura
Repubblica Italiana
via del Collegio Romano, 27
00186 Roma


Udine, 13 gennaio 2023


Oggetto: Istituzione del Patrimonio privato nazionale delle cose d’arte, d’artigianato e d’industria, di memoria storica: inventariazione e riconoscimento con certificazione scritta.


in questa ora, stabilita la crisi di una identità professionale importante per un Paese d’arte come l’Italia, cioè quella
dell’antiquario, si tratta di stabilire una strategia, una collaborazione con il Vostro Ministero, un progetto civile e culturale di sensibile interesse economico e di ampio respiro, condivisibile dalla cittadinanza italiana proprietaria di oggetti d’arte con valore artistico e storico.


La crisi attuale delle cose d’arte vecchie e antiche, investe soprattutto quelle meno preziose sul mercato, dai mobili ai dipinti, dagli oggetti più vari alle stampe e ai tappeti: non utilizzate o non apprezzate dalle nuove generazioni da oltre trent’anni, sono a rischio deperimento, addirittura discarica, comunque in abbandono e oblio anche per sottostima e nessun incentivo al restauro. Se sono opere di autori sconosciuti o anonime produzioni d’artigianato, rimangono un peso da cui liberarsi al più presto e a qualsiasi prezzo, addirittura gratuitamente se nessuno ne faccia richiesta in tempi brevi.
Gli immobiliaristi dispongono compravendite di case e appartamenti chiedendo rapido sgombero della mobilia: è un
costume diffuso, senza eccezioni.


Anche le Case d’Asta selezionano molto le opere da disporre nei loro cataloghi e molte, troppe, opere d’arte con valore artistico e storico dignitosissime che potrebbero a basso costo alimentare una cultura dell’antico, della conservazione,
della memoria culturale nella cittadinanza, vengono discriminate e poi abbandonate dagli stessi proprietari. Le opere di alto, medio, basso valore artistico, invece, accolte dalle Case d’Asta, vendute o rimaste invendute, sono un Patrimonio privato culturale d’arte di eccezionale valore che rimane disperso, frazionato che scompare rapido nell’ambito della proprietà privata, senza generare un capitale culturale, un giacimento unitario, da proteggere, inventariare, elevare ad un riconoscimento parallelo e complementare a quello dei beni culturali di proprietà statale. Cosi pure i lotti compravenduti nei negozi e nelle gallerie di antiquariato, modernariato, rigatterie, mercatini di commercianti ambulanti e di privati.


Si tratta di avviare una sinergia che coinvolga privati cittadini proprietari di cose d’arte, antiquari, operatori del settore, e il Ministero della Cultura, per realizzare nel tempo, come un cantiere “aperto”, l’inventariazione integrale di tutte le opere di contenuto artistico e con valore storico, che i privati cittadini proprietari decidessero di stimare, valorizzare, certificare, ma senza alcun carattere di obbligatorietà.


La valorizzazione dei lotti d’arte, d’artigianato, d’industria, storici di proprietà, in grande numero, ma comunque limitato se riferito ad un mercato di massa, la spinta affettiva a dare storia e memoria agli oggetti personali antichi che hanno accompagnato la nostra esistenza, se ben condotta, darà impulso all’iniziativa di inventariazione non obbligatoria che potrà muoversi di moto proprio. Pubblicizzata dal Ministero della Cultura, accompagnata da eventi culturali, iniziative museali, artistiche anche commerciali, conferenze e dibattuti di sensibilizzazione e di dialogo tra mondo dell’arte pubblico e quello privato, l’iniziativa civica qui proposta è culturale e di forte impatto identitario per l’Italia, Paese d’arte d’eccellenza.


Inventariazione e registro pubblico on line.
Si tratta di inventariare, accatastare in un pubblico registro on line, sotto l’Alto patronato del Ministero della Cultura, qualsiasi cosa d’arte, d’artigianato, d’industria di proprietà di ciascun cittadino italiano che intenda farne richiesta; farne richiesta per garantire un valore di riferimento, un’identità, una tutela affettiva e proprietaria riconosciuta, di ogni suo oggetto suscettibile di stima e dignità di memoria storica: dal più umile e modesto per manifattura e valore economico a quello più prezioso da abilitare ad un riconoscimento come bene culturale. Sarà arbitrio degli stimatori antiquari far entrare nel novero delle cose d’arte oggetto di inventario, qualsiasi manufatto anche se di infimo valore economico o necessitante
di restauro conservativo, sempre da segnalare, o proporlo al rango di bene culturale per vincolarlo. I cittadini italiani potranno usufruire di questo servizio culturale di valorizzazione storica per tutte le cose d’arte precedenti al 01.01.1948 data simbolica per sottolineare l’entrata in vigore della Carta Costituzionale. Fu proprio nei Lavori Preparatori dell’Assemblea Costituente, il 30 aprile 1947, in corso d’approvazione dell’Articolo 9 che venne espressa la volontà di tutela del Patrimonio artistico e storico, integralmente: cioè una tutela che non si rivolgesse solo alle opere d’arte di proprietà pubblica, cioè dello Stato e della Repubblica, ma di tutta la nazione, ovvero anche di proprietà dei privati cittadini e delle loro famiglie (Emendamento Codignola).

Le opportunità tecnologiche di inventariare migliaia di migliaia e oltre di dati è una realtà standard e di facile attuazione. Inventariare la mole considerevole di lotti d’arte, d’artigianato, d’industria con valore storico, presenti sul territorio nazionale, grazie al lavoro di antiquari, galleristi, case d’asta, sarà un cantiere “aperto” negli anni, senza soluzione di continuità. Importante è chiarire e precisare il distinguo normativo tra cose d’arte con valore artistico e storico e bene culturale. Fintanto che ciascuna cosa d’arte non viene riconosciuta bene culturale, può giacere nel Patrimonio privato artistico e storico della nazione, inventariata e riconosciuta nei suoi aspetti formali, memoriali, d’immagine, proprietari e di valore economico, certificati. La scheda per ciascuna singola cosa d’arte accatastata e numerata, conterrà informazioni pubbliche e informazioni criptate per la privacy (ad esempio la proprietà attuale), la storia dei passaggi proprietari e l’identità degli stimatori che nel tempo l’anno prezzata e a quale costo sia stata eseguita la stima.

La campagna pubblicitaria di sensibilizzazione per i privati dev’essere autorevole ed istituzionale; deve assicurare la buona fede e la buona disposizione a realizzare un progetto d’inventariazione collettivo atto a rilanciare la cultura antiquaria e della memoria storica, in Italia. Incentivare le certificazioni e fiscalizzarle, controllare e tarare le stime in base al territorio e le quantità stimate (ad esempio stabilire un costo standard delle stime per tipologie non troppo generiche di cose d’arte), rilancerà rinnovandola, la professione dell’antiquario, oggi in crisi e in attesa di una sua definitiva collocazione civile nella formazione culturale della comunità nazionale. Importante è avviare una propedeutica e giungere alla formazione di una lista di stimatori nazionale, regione per regione, provincia per provincia, abilitati secondo principi elementari, evitando cioè criteri troppo severi e selettivi. Si domanda al Vostro Ministero, un incontro per approfondire e migliorare la proposta qui descritta, le procedure da seguire, gli attori da coinvolgere, il tipo d’informazione pubblicitaria istituzionale da formulare e attraverso quali mezzi e iniziative culturali. Istituire un sito e registro on line del Patrimonio d’arte privato nazionale, potrebbe indurre un rilevante effetto economico per il Ministero della Cultura.